La piana degli Ulivi secolari
Esiste in Puglia un ampio territorio dove da millenni vengono coltivate le piante di ulivo e molti di questi antichissimi ulivi sono tuttora esistenti. Tenuto conto della bellezza di questi alberi e del valore che possono trasmettere alle generazioni future da un punto di vista storico e culturale – oltre a caratterizzare un territorio che dal punto di vista turistico è in continua evoluzione, la Regione Puglia ha deciso nel 2014 di approvare una specifica legge per il censimento e la tutela di questi alberi straordinari.
Quali sono le caratteristiche che deve avere un ulivo per essere tutelato e considerato “ulivo monumentale”? Ai sensi dell’art. 2 comma 2 della L.r. 14/2007 e ss.mm.ii. il carattere di monumentalità è attribuito quando l’ulivo ha almeno una di queste tre caratteristiche:
- valore storico-antropologico per citazione o rappresentazione in documenti o rappresentazioni iconiche-storiche
- diametro del tronco uguale o superiore a cm 100 o circonferenza uguale o superiore a 314 cm
- diametro del tronco fra 70 e 100 cm (o circonferenza fra 220 e 314 cm) abbinato necessariamente ad uno dei seguenti requisiti:
- A) forma scultorea del tronco, attribuibile in presenza di almeno 3 delle seguenti caratteristiche: Forma spiralata (deriva dall’avvicendarsi di diversi ritmi di crescita delle branche è collegabile alla formazione di scanalature contorte nel tronco); Forma alveolare (è data da piccoli incavi prodottisi su vecchi tronchi per degenerazione della corteccia e, se profondi, anche del legno (verosimilmente in corrispondenza di vecchi rami o ferite); Forma cavata (cavità derivata da “degenerazione” del legno interno del ronco di vecchi alberi (penalizza la stabilità più che la produttività); Formazioni mammellonari (iperplasie dovute all’evoluzione, nel tempo, di sferoblasti – ovoli – cioè insiemi di gemme avventizie, altamente morfogenetiche, che insorgono generalmente al colletto dell’albero e sul tronco); Portamento a bandiera (inclinazione dovuta all’azione di forti venti dominanti).
- B) valore simbolico attribuito da una comunità e riconosciuto dal Comune tramite l’Anci Puglia;
- C) localizzazione in adiacenza di un bene di interesse storico-artistico, architettonico, archeologico di cui al Piano paesaggistico regionale (PPTR).

Il censimento ha messo in luce come la piana tra mare e Murge nei territori dei comuni di Polignano a Mare, Monopoli, Fasano e Ostuni sia ampiamente interessata dalla presenza degli straordinari ulivi monumentali.
Il contatto diretto con queste straordinarie opere della natura e dell’uomo è una emozione da non perdere. Per questo ho individuato le mappe che allego, tratte dal sito cartografico della Regione Puglia: sono un utile strumento che permettono a chi lo desidera di organizzare in modo autonomo escursioni sia a piedi, in bicicletta o in auto, per godere di questa impagabile esperienza. Chi invece preferisce affidarsi a guide organizzate, può contattare le associazioni “Millenari di Puglia” e “AdbPuglia”.
La cartografia allegata considera in modo particolare il territorio facilmente raggiungibile da Monopoli. Il diverso colore delle aree mappate si riferisce agli anni di censimento, come indicato nella legenda.

Il paesaggio dei trulli
Se non tutti conoscono la Valle d’Itria, tutti invece hanno almeno una volta sentito nominare la città di Alberobello e i suoi trulli. Il paesaggio di tutta la valle d’Itria è caratterizzato dalla fitta presenza delle caratteristiche abitazioni chiamate “trulli” e tutti i comuni che appartengono al comprensorio della valle hanno centri storici di grande bellezza, originalità e tutto il territorio che li circonda è affascinante. Dall’alto dei primi rilievi delle Murge si domina la piana verso il litorale adriatico e i paesi che sorgono sulle alture si vedono in successione verso il mare con le bianche case che risplendono in controluce.

Alberobello è inserita dal 1996 nei siti Unesco ed è quindi patrimonio mondiale dell’umanità. I trulli, però, come detto non sono un’esclusiva di Alberobello, sebbene questa cittadina della provincia di Bari sia la portabandiera nel mondo grazie all’alta densità e particolarità della sua area riconosciuta come “monumentale”.
Il trullo è stato utilizzato nei secoli per vari scopi: abitazione, ricovero stagionale, stalla, pagliaro, focolare, magazzino per attrezzi agricoli; utilizzato sia per mono-stanze isolate diffuse nei campi esclusivamente come locale di servizio alle coltivazioni e all’accumulo dell’acqua nelle cisterne interrate, sia per la formazione di piccoli, medi ma anche grandi complessi formati da più coni, che hanno dato origine a piccoli villaggi. Il caso limite è l’unione fino a formare il vero e proprio nucleo urbano di Alberobello. In tutti i comuni della valle d’Itria e della zona della piana degli ulivi nella zona litoranea, le costruzioni a forma di trullo sono diffuse nelle campagne e oltre che ad Alberobello possiamo incontrare queste costruzioni nei territori di Polignano a Mare, Monopoli, Fasano, Ostuni, Locorotondo e Martina Franca. Potete leggere maggiori informazioni sulle tipologie e i sistemi costruttivi dei trulli al seguente link.
Col trascorrere dei secoli e malgrado le trasformazioni economiche e sociali il trullo si è comunque conservato nella sua forma ed è sopravvissuto fino ad oggi, resistendo in una civiltà che, da contadina è divenuta sempre più terziaria.

Il trullo che è possibile identificare con la datazione più antica riconoscibile, si trova nel comune di Locorotondo, presso la masseria Marziolla; una iscrizione sull’architrave di ingresso riporta la data del 1559. Se desiderate effettuare una visita virtuale di questo trullo, collegatevi al seguente link .
Un’altra iscrizione molto antica è stata rinvenuta anche in un trullo in territorio di Martina Franca, in zona Motolese; sono incise una a fianco all’altra due date, 1441 – 1831; la data del 1441 non è riferibile con certezza alla data di costruzione del trullo, considerato che non risulta centrata rispetto all’architrave, ma non lo si può escludere.
Il comprensorio della valle d’Itria, patria del trullo, oltre ad Alberobello, raggruppa i comuni di Castellana Grotte, Locorotondo, Cisternino, Ostuni, Ceglie Messapica e Martina Franca. Ogni paese offre specifiche attrattive e merita di essere visto e goduto nella sua originalità. Come dice il nome stesso, attraggono visitatori da tutto il mondo le Grotte di Castellana (per visitarle trovate a questo link il sito dove effettuare la prenotazione). Anche Locorotondo ha incluso nel nome il motivo della sua specificità (la forma tondeggiante del nucleo urbano), con un delizioso centro storico e una vista stupenda sulla piana sottostante. Cisternino, Ceglie Messapica e Martina Franca sono rinomate oltre che per la bellezza dei centri storici anche per la tradizione culinaria e il grande numero di bracerie e ristoranti di alta qualità che offrono.
L’insieme di questi paesi e il territorio che li circonda, con i trulli, i campi coltivati con i muretti a secco di divisione (anch’essi diventati recentemente patrimonio Unesco), le numerose masserie, le bianche cittadine che si stagliano contro il cielo e la vista della piana e del mare dai loro belvedere, offrono l’esperienza di un paesaggio unico.
Martina Franca e i Boschi di quercia della Bassa Murgia
E’ un’area protetta che offre bellissime passeggiate con boschi fitti e ricchi di vegetazione, facilmente godibile da tutti, compresi bambini e anziani. La riserva ricopre un territorio che si trova tra i 340 metri e i 480 metri di altezza, per cui i dislivelli sono davvero percorribili da tutti.
La riserva è ricca di numerose specie di quercia come il fragno, il leccio, la roverella; sono presenti in quantità anche il carpino nero ed è presente anche un bosco di lecci ad alto fusto ormai raro a trovarsi. Ad arricchire la biodiversità del parco si possono ammirare anche orniello, olmo campestre, terebinto, corbezzolo, biancospino, lentisco e pero selvatico; numerose le orchidee selvatiche e le peonie.
Anche dal punto di vista faunistico, la riserva è particolarmente ricca. Si conferma la presenza di lupi, che potete vedere in questo video. La “Piazza dei Lupi”, dal nome decisamente evocativo, si trova al limite della gravina omonima e permette di godere di una magnifica vista sulla piana di Taranto fino al mare e sui monti della Basilicata; il sito era già interessato nel II millennio a. C. da un villaggio dell’età del Bronzo. In cima al colle si raggiunge poi una monumentale specchia (grande accumulo di pietre a forma di tumulo), un pistacchio selvatico secolare e una quercia monumentale.
Nella Riserva è possibile partecipare a escursioni organizzate ed altre attività laboratoriali. Sarà davvero emozionante camminare dentro e fuori il bosco delle Pianelle fino al tramonto, per esplorare la natura della Murgia di Martina Franca, tra incantevoli gallerie di carpino, lecci monumentali, macchia mediterranea,querceti e storiche masserie a trulli. Grazie alle guide, se lo desiderate, scoprirete inoltre la storia secolare del bosco fatta di pastori, briganti, massari, raccoglitori di erbe e di funghi, di tagliaboschi e di produttori di calce; non mancheranno approfondimenti sulla storia di lupi, tassi, sparvieri e ramarri e percorsi guidati per seguire le tracce di lupi, ghiandaie, cervi volanti e altri animali selvatici. Per chi è appassionato, laboratori per scoprire i segreti delle piante e i loro usi tradizionali, tra maestosi lecci secolari, delicate felci, incantevoli gallerie di carpini e i profumi della macchia mediterranea.
Il parco è fantastico anche nei mesi invernali e una passeggiata tra gli alberi imbiancati dalla neve donerà dopo mesi di lavoro serenità e pace per ricaricare le energie.
Per prenotare le escursioni organizzate, collegatevi al sito della Riserva delle Pianelle.
Se desiderate percorrere i molti sentieri del parco in modo autonomo, consultate la guida e le indicazioni online.
L’entroterra della Puglia centrale: l’Alta Murgia
Il territorio compreso nell’area protetta del parco nazionale, istituito nel 2004, offre moltissimi elementi di interesse: la ricchezza della fauna presente e delle specie vegetali si unisce alla bellezza dei paesaggi e a notevoli nuclei di interesse archeologico e geologico, unitamente alla particolarità degli insediamenti rurali.
Il parco interessa una zona molto ampia, all’interno di ben tredici comuni facenti parte dell’entroterra pugliese nell’area centrale della regione. La parte a sud è facilmente raggiungibile in giornata dalla zona di Monopoli.
L’Alta Murgia e le Premurge rappresentano un elemento di geodiversità unico, essendo insieme al Carso istriano l’ultimo lembo di un vecchio continente chiamato Adria. Questa zona corrisponde alla “placca di Adria”, continente che compresso tra Africa ed Europa ha dovuto soccombere. Questa caratteristica ha contribuito a candidare il Parco Nazionale dell’Alta Murgia ad aspirante Geoparco Unesco.
Grazie a questa “antichità geologica” il territorio offre elementi archeologici e paleontologici strepitosi, perchè “la storia del paesaggio è connessa alle attività umane preistoriche e storiche; una terra in grado di ospitare dinosauri, uomini di Neanderthal, cacciatori, pastori e coltivatori, che hanno lasciato le loro tracce sulla roccia, nelle grotte, fra i ripari, negli insediamenti d’altura e nei monasteri” (Pierfrancesco Rescio, Ambiente paesaggio e archeologia del Parco nazionale dell’alta Murgia, ed. Pegasus).
Oltre a dare una occhiata al sito ufficiale del parco, suggerisco anche i siti Murgeopark e PamArch e la guida al parco in Parks.it.
Se desiderate affidarvi a guide esperte, trovate qui e qui gli elenchi delle guide abilitate. Se invece volete visitare il parco in modo autonomo sono diverse le pubblicazioni che danno indicazioni per tour sia a piedi che in bicicletta che potete acquistare o trovare ai punti informativi del parco a Gravina di Puglia. Per programmare la vostra visita è utile la mappa geoturistica del parco che potete scaricare a questo link.
















